In linea generale è più probabile che siano interessati i genitori di bambini e ragazzi che subiscono prepotenza, sia perchè più facilmente i figli si confidano con loro, sia perchè vivono essi stessi una condizione di malessere psicologico.
I bambini e (in misura minore) i ragazzi raccontano di essere vittime di bullismo soprattutto ai genitori, che di conseguenza conoscono più degli insegnanti le situazioni di bullismo che coinvolgono gli alunni.
Per quanto riguarda i genitori di figli che agiscono prepotenza, solitamente non ne vengono a conoscenza tramite i propri figli, ma da altri genitori, da insegnanti o da altre persone che a vario titolo ne sono coinvolte.
Per un genitore di un figlio che agisce prepotenza, il primo passo da fare è accettare il fatto che il figlio agisca forme di bullismo e aiutarlo ad assumersi alcune responsabilità in merito ai propri comportamenti. Molto spesso infatti i genitori negano le responsabilità dei propri figli e si pongono con un atteggiamento difensivo che facilmente peggiora la situazione.
La formazione è quindi gestita in modo diverso a seconda che coinvolga un gruppo di genitori di figli vittime di bullismo, di figli che agiscono prepotenza o di figli che non ne sono direttamente coinvolti in modo continuativo.
L'obiettivo di un percorso formativo con genitori è di affrontare varie situazioni vissute, condividendo i diversi punti di vista, al fine di individuare modalità di soluzione che siano di aiuto sia per le vittime che per i prepotenti, coinvolgendo in modo attivo soprattutto coloro che non ne sono fortemente coinvolti.


